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Dicono della zona
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| Escursioni in Appennino |
| Da Cassimorenga al Monte Albareto |
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| Non particolarmente noto, il Monte Albareto, niente a che vedere con l'omonimo borgo della Val Tidone, si innalza in quel di Ferriere un po' trascurato dalla sentieristica ufficialmente segnalata, la cui diramazione più vicina si mantiene a una distanza di 500 metri dalla vetta, nonostante questa sia erbosa e arrotondata e renda l'altura simile a un piccolo Crociglia, al quale la accomuna anche la recinzione sommitale.
Eppure di motivi per esplorare l'Albareto ce ne sono parecchi, primo fra tutti la sua posizione panoramica sul vicino Aserei e sul più lontano e poderoso anfiteatro che va dal Ragola al Carevolo.
Altra ragione, anche se vincolata alla stagione, è la fioritura di orchidee sambucine, così dette perché, secondo alcuni, emanerebbero profumo di sambuco; sono orchidee che tappezzano i prati nella varietà gialla e in quella violetta, non disdegnando la vicinanza, quando la quota la permette, delle sempre incantevoli genziane.
Si consideri anche che è possibile effettuare un percorso ad anello che consente di non tornare mai sui propri passi, aspetto spesso gradito a chi cammina perché, a parità di lunghezza dell'itinerario, un ritorno sulla stessa strada dell'andata dà sempre la sensazione di avere sprecato metà del tempo impiegato.
Fin qui i pro; e i contro? Qualche dubbio ai primi bivi in salita, perché il segnavia, dove è presente, non è rinfrescato da tempo, e nel bosco tra Solaro e Cassimorenga, sulla via del ritorno, totalmente privo di indicazioni.
In questo stesso tratto conclusivo, caratterizzato dall'attraversamento di molti rivoli d'acqua, è anche facile incontrare pozze che costringono ad aggiramenti un po' fortunosi.
Redigere un bilancio è facile: un'escursione del tutto esente da pericoli, adatta a tutti coloro che amano i grandi spazi aperti offerti da un ambiente che eredita dalla collina linee morbide e riposanti. |
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| Anonimo (04/08/2009) |
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