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I roccioni del Groppo delle Ali e il Monte Nero
 
Albergo Lago Nero (m. 1.300) - pendici ovest del monte Armano - sentiero del Pian della Nisora - Fontana Gelata (m. 1.480) - Bivacco Sacchi (m. 1.590) - roccioni del Groppo delle Ali (m. 1.680) - della della Costazza (m. 1.670) - cresta e vetta del monte Nero (m. 1.754) - albergo Lago Nero
 
Difficoltà EE - Il percorso, in buona parte non segnato, è complesso e arduo da tenere
Tipologia trekking
Durata 5 ore
Dislivello 440 m. circa
Attrezzatura calzature da montagna e indumenti adeguati
Periodo nei mesi privi di neve
Soste sorgente sul margine sinistro dell'acquitrino, appena passato il ruscello che ne esce, nella radura, poco prima di incrociare il sentiero 011 per Fontana Gelata; sorgente a Fontana Gelata
Consiglio
 
Accesso: da Ferriere si percorre, verso sud, la strada provinciale N.654 di Valnure. Si supera l’abitato di Selva di circa 3 km, per giungere all’Albergo L.Nero, dove si lascia l’auto. Alla destra dell’Albergo parte il sentiero CAI 005.

Il sentiero 005, direzione sud, sale a rasentare le pendici ovest del m.Armano, attraversa una torbiera e risale ad immettersi nello 001, che si tiene per qualche metro verso destra, ossia fino al bivio (ore 0.30) poco oltre, dove lo si lascia a sinistra, diretto al Lago Nero, per seguire un tracciato abbastanza evidente, ma privo di segnavia, che serpeggia sempre in direzione sud.
A una radura umida è opportuna una fermata per ammirare nel suo complesso il Groppo delle Ali e la parete che ospita la “Ferrata Mazzocchi”, imponenti davanti a noi a chiudere l’orizzonte.
Si riprende il cammino e ci si alza per incrociare lo 011, che proviene dal Lago Nero e conduce, a destra, alla Fontana Gelata (m. 1.480 - ore 0.40). Da qui ci si inerpica, con lo 007, fino al Bivacco Sacchi (m. 1.590 - ore 0.20), proprio dirimpetto alla placca affilata del Dente delle Ali, che già era apparsa incombente poco sotto.
Sempre con lo 007, per ripidi tornantini, ci si innalza fino a un breve tratto pianeggiante,che piega leggermente a sinistra:appena prima che il sentiero riprenda a salire, proprio in corrispondenza di un segnavia a terra, ci si butta a sinistra, nel folto della vegetazione, su terreno obliquo e scivoloso, senza segnalazione, per andare subito a rasentare i primi roccioni (ore 0.10).
In breve si incontra, sulla destra, un suggestivo “camino”, stretto passaggio intagliato tra le rocce, che si discende interamente per poi calarsi a sinistra, sempre nell’erba alta,su terreno alquanto disagevole, e risalire quasi immediatamente a destra fino a trovarsi di fronte a quello che sembra un arco roccioso. Si tratta invece di una piccolissima sella, superata la quale il percorso diventa ancora più erto e scosceso, per di più da affrontare diagonalmente, ancora verso est, subito dopo essersi abbassati alcuni metri. Si procede alla meglio e, alzandosi brevemente a destra,si sbuca su balze aperte. Si rasentano le rocce da sinistra,si scavalca un ruscelletto e si perviene alla base di uno spuntone. Lo si risale,aggirandolo sulla destra, per toccarne successivamente la cima, a sinistra, o per comoda pista o mediante una corta arrampicata, però con passaggio finale esposto (ore 0.40).
Siamo sul picco che si erge a dominare da sud l’alta Val Nure e, da sud-ovest, la conca del Lago Nero. Da questo eccellente punto di osservazione si impone una sosta per la contemplazione del vasto e spettacolare panorama.
Si riparte verso sud-est, lungo un esile sentiero, sempre non segnato, che si va perdendo sommerso dalla vegetazione e salta fuori sull’ultimo, innocuo zuccone roccioso (ore 0.10). Qui,tra un gruppo di larici in cattive condizioni, è il Lago Nero, intravisto a est tra gli alberi,che dà la direzione da tenere: si rasenta dapprima la ripida fiancata che guarda a nord e, operata una breve deviazione a destra, ci si congiunge con il sentiero 001 (ore 0.05/0.10) che sale dal Lago Nero. Si prosegue con questo sulla destra, fino alla sella a quota m. 1.670, dove si trova un palo segnavia. Qui lo 001 continua a ovest per il m.Bue, chiaramente visibile, mentre noi proseguiamo con lo 003, che prende a est per il m.Nero.
Valicata la gobba della Costazza (m. 1.700), si sale fino a mettere piede sulla linea spartiacque, che rappresenta il confine con la provincia di Parma. Sul filo di cresta si incontra, appena discosto sulla destra, il sentiero che si inerpica dalla sottostante Tana di Monte Nero e, attraverso un’impegnativa e rischiosa pietraia, spunta proprio lì, con una facile scalatina finale, di qualche metro, che non richiede attrezzatura. La Tana, una valletta ubicata ai piedi dello scosceso e disgregato fianco meridionale del m.Nero, è un sito selvaggio e aspro, avvincente nel suo scenario da deserto roccioso, dove si procede dapprima su enormi massi e poi, per guadagnare la dorsale del Monte, si rimonta faticosamente su sfasciumi, molto pericolosi per l’alta probabilità di caduta sassi, evento già verificatosi. E’ questo il motivo per cui si è scartata l’idea di includere nell’itinerario quella plaga suggestiva.
Sull’aereo crinale, caratterizzato dalla presenza di molti esemplari di pino mugo, dal tipico andamento prostrato-ascendente, ci accompagna quasi costantemente, là in basso, a occidente, la visione riposante del Lago Nero. Una modesta paretina si oppone blandamente al raggiungimento della croce di vetta (m.1.754 - ore 0.45).
Sulla cima il panorama è grandioso, a 360°: dall’intera cerchia alpina alle Apuane, al Golfo di Genova, alle più prossime vette appenniniche.
Si potrebbe scendere per l’aperto, ma ripido e scivoloso sentiero a bolli rossi, dal colore ormai smarrito che, su pietraie di rocce peridotitiche, tra vecchi esemplari di abete bianco,cala direttamente sul Lago dove, sulla riva ovest, ritrova lo 001 che, a destra, conduce in breve allo 005 e, quindi, all’Albergo.
Si consiglia invece di tenere lo 003,che si muove in direzione del Passo dello Zovallo, visibile dalla croce:dentro i pini mugo ci si abbassa verso nord-est, dapprima dolcemente,poi più rapidamente,fino a ricongiungersi con lo 001 (ore 0.40). E’questo che dobbiamo seguire ora, sulla sinistra. Su terreno in leggero saliscendi, si perviene a una radura (m. 1.460) dove si contorna, girando a sinistra, una piccola torbiera, ricca di pollini fossili, per ritrovare poco dopo,sulla destra, lo 005 (ore 0.25) che, con cammino a ritroso rispetto alla partenza, ci riporta all’Albergo Lago Nero (ore 0.30).

     Il Groppo delle Ali-nel camino   Tra i roccioni del Groppo delle Ali   Il Dente del Groppo delle Ali sovrasta il bivacco Sacchi  
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